Giudice di Pace di Vittoria , sentenza n. 401/2014

La violazione delle norme procedurali, da parte degli Enti impositori e riscossori, costituitisi tardivamente o rimasti contumaci, comporta la mancanza di prova, processualmente rilevante, dell’avvenuta notifica al ricorrente degli atti prodromici, sottesi alla cartella opposta.

Questa la conclusione cui è pervenuto il Giudice di Pace di Vittoria nell’ambito di un procedimento di opposizione a cartella esattoriale, attraverso il quale il ricorrente lamentava la nullità dell’intimazione per violazione degli artt. 7 della L. n. 212/2000 e 3 della L. 241/1990, in ordine alla mancaza di notifica degli atti prodromici.

La pronuncia in esame ha accolto integralmente la tesi di parte opponente formulata nel corso del giudizio ed ispirata alla novella introdotta con D.lgs 150/2011 dal legislatore italiano, intervenuto in materia di semplificazione del processo civile di cognizione con l’applicazione dell’auspicata formulazione tripartita dei riti civili.
In particolare, con riferimento alle opposizione ad ordinanza ingiunzione (atti sottesi alla cartella impugnata), il sopracitato provvedimento ha riformato la legge 689/81 attraverso le previsione dell’art. 6 rubricato alla voce “dell’opposizione ad ordinanza ingiunzione” (rientrante tra le controversie regolate dal rito del lavoro), il cui comma 8 recita testualmente “con il decreto di cui all’articolo 415, secondo comma, del codice di procedura civile il giudice ordina all’autorita’ che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria, dieci giorni prima dell’udienza fissata, copia del rapporto con gli atti relativi all’accertamento, nonche’ alla contestazione o noticazione della violazione. Il ricorso e il decreto sono notificati, a cura della cancelleria, all’opponente ed all’autorità che ha emesso l ‘ordinanza. ”

Ne discende come, nel caso di specie, gli Enti (Impositore e Riscossore), costituitisi tardivamente uno e rimasto contumace l’altro, non hanno fornito alcuna prova per acclarare la pretesa impositiva de qua, e quelle fornite, non possono assurgere a prova, perchè offerte oltre i limiti di legge.

Il Giudice ipparino, pertanto, ha correttamente dichiarato la nullità del provvedimento opposto poichè assorbente la nullità degli atti prodomici, che non risultano essere stati portate a conoscenza e/o comunque non nei modi e termini previsti dalla Legge, con conseguente inussistenza del credito vantato dalle P.A.

 

Dott. Alfredo Vinciguerra