Vedi anche

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2) “Imu agricola, ecco i nuovi criteri: esenzione totale in 3.456 Comuni”

 

“Dopo quattro mesi di incertezza,  è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la legge di conversione del decreto varato dal governo nello scorso mese di gennaio, in situazione di pieno vuoto legislativo.

Come si ricorderà, infatti, il provvedimento inizialmente nato nel mese di novembre, aveva ricevuto non uno ma ben due stop in sede amministrativa, dei quali il primo era rimasto in sospeso, provocando dubbi a non finire sulla normativa da applicare nel calcolo dell’imposta.

Al centro del dibattito, naturalmente, l’Imu sui terreni agricoli nei Comuni montani, che ha visto cambiare repentinamente i criteri su calcolo, esenzioni, conteggi e detrazioni nell’arco di poche settimane.

Ora, dunque, sono definitive le disposizioni pubblicate in Gazzetta, che attestano come valide le tabelle Istat sull’appartenenza dei municipi alla fascia montana.

Sono state stabilite tre macro categorie, che hanno reso oltre 6mila enti locali del tutto o parzialmente esenti. Lo sconto da applicare all’Imu sui terreni destinati all’agricoltura, infatti, dipende dall’altitudine a cui il Comune stesso si trova, secondo i parametri dell’istituto nazionale di statistica.

L’approvazione del decreto è arrivata lo scorso 19 marzo alla Camera, dove il decreto ha ricevuto conversione definitiva in seguito all’ok ottenuto al Senato dopo il passaggio in commissione con relative modifiche.

E’ stato stabilito che verrà istituita una commissione ad hoc che riveda i criteri utilizzati per il pagamento. In sostanza, le disposizioni contenute nel decreto, e nella tabella allegata con tutte le indicazioni Comune per Comune rimangono temporanee, in attesa delle novità che potrebbero arrivare nell’anno in corso su questa spinosa questione, che ha tenuto sotto scacco professionisti, centri fiscali e soprattutto la pubblica amministrazione, in balia di decreti annullati, provvedimenti amministrativi e sospensioni improvvise. In sospeso, del resto, rimane la questione delle compensazioni chieste dagli enti locali che hanno visto la normativa di riferimento cambiare all’improvviso, con conseguente danno alle casse pubbliche.

C’è, da ultimo, nel testo del decreto la proroga per ulteriori novanta giorni relativa alla realizzazione della delega fiscale, che potrà dunque slittare all’autunno, dal momento che la scadenza naturale è fissata al 26 giugno, ma il margine verso prolungabile di altri novanta giorni. All’appello, lo ricordiamo, mancano i decreti attuativi sul catasto e sull’abuso del diritto.”

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(fonte www.leggioggi.it)